Avifauna
  • Charadrius alexandrinus - Fratino
  • Recurvirostra avosetta - Avocetta
  • Sterna albifrons - Fraticello
  • Gelochelidon nilotica - Sterna zampenere
  • Sterna sandvicensis - Beccapesci
  • Sterna hirundo - Sterna comune
  • Larus genei - Gabbiano roseo
  • Larus melanocephalus - Gabbiano corallino
  • Alcedo atthis - Martin Pescatore.

Tutte specie sono elencate nell'allegato II della Direttiva habitat 92/43 e nell'allegato I della Direttiva uccelli 79/409.

Il Fratino si riproduce in Italia con un numero di coppie stimato tra 1.400-2.000 (BirdLife International 2004), principalmente nella fascia costiera di Adriatico settentrionale e Sardegna. Nel Delta del Po, come in tutto il Nord Adriatico, gli habitat riproduttivi della specie sono costituiti sia da spiagge e scanni marini che da barene e dossi delle lagune costiere, habitat questi caratterizzati da substrato nudo sabbioso o misto e scarsa copertura vegetale. Il trend delle specie nell'intero Delta del Po mostra, negli ultimi decenni, un costante calo dei contingenti riproduttivi diminuiti complessivamente dalle 210-340 coppie del 1991-1994 (Fasola 1996, Avifauna del Delta del Po, Ministero dell'Ambiente), quando la popolazione locale aveva rilevanza internazionale, alle "poche decine" stimate nel Delta veneto 2002 (Fracasso et al. 2003 Atlante degli uccelli nidificanti in provincia di Rovigo) e le 30-70 censite nel Delta meridionale (Costa et al. 2009, Monitoraggio degli uccelli nidificanti nel Parco del delta del Po Emilia-Romagna).

Il Fraticello si riproduce in Italia con una popolazione valutata in 2.500-6.000 coppie (BirdLife International 2004) prevalentemente concentrate lungo alcuni fiumi con alveo ampio e isole di ciottoli e sabbia della Pianura Padana, ma soprattutto nelle zone umide costiere dell'Alto Adriatico, mentre la nidificazione è molto localizzata e numericamente poco importante in Puglia, Sicilia, Sardegna e Toscana. Alla metà degli anni 1980 e fino all'inizio degli anni 1990, la popolazione italiana rappresentava rispettivamente circa il 30% ed il 13% di quella nota per l'intero Paleartico occidentale (Fasola 1986, Suppl. Ric. Biologia Selvaggina 11:107-120; Fasola 1996), mentre attualmente il contributo risulta inferiore al 10% a causa della sensibile riduzione delle colonie localizzate sulle spiagge del Delta del Po veneto e nelle Valli di Comacchio. Nel Delta veneto, dopo che nel 1984 alla foce del Po di Pila era stata rinvenuta la più grande colonia mondiale con 2.440 coppie, nel 1994 sono stati censiti complessivamente 1.800 nidi, diminuiti poi ulteriormente all'inizio degli anni 2000 fino a fluttuare annualmente intorno alle 300 coppie circa (Fasola 1986, Fasola 1996, Fracasso et al. 2003). Nelle Valli di Comacchio da una media di 1.150 coppie censite negli anni 1983-1992 si è passati alle 100-250 coppie degli anni 2004-2006. Nella scelta del sito riproduttivo il Fraticello è poco adattabile e, come il Fratino, predilige micro-habitat poco evoluti, di recente formazione e con suolo nudo di sabbia o misto sabbia-fango/capulerio (conchiglie morte) che risultano localmente molto rari e di stagione in stagione estremamente labili, oltre che sensibili ad eventi naturali estremi (temporali, mareggiate) che possono azzerare l'output riproduttivo. Il Fraticello, inoltre, è tra le dodici specie di Caradriformi coloniali che nidificano localmente quella di taglia più piccola e che si insedia più tardivamente, e pertanto soffre la competizione con le altre specie per il sito riproduttivo oltre che la presenza turistica sulle spiagge a mare.

Per le seguenti sei specie target Sterna comune, Sterna zampenere, Beccapesci, Gabbiano roseo, Gabbiano corallino e Avocetta le Valli di Comacchio hanno rappresentato per anni e fino ad un recente passato, l'unico o uno dei pochi siti di nidificazione regolarmente occupati e un sito source che ha portato alla colonizzazione di altre zone umide nell'area del Delta del Po e dell'Adriatico settentrionale (Volponi et al. 1998, Laguna 5/suppl., 48-66). E' questo il caso del Gabbiano corallino (insediatosi nel 1978 con 25 coppie) che ha occupato in modo più o meno regolare e stabile la vicina Valle Bertuzzi e quindi la Laguna di Venezia (Scarton et al. 1996, Riv. Ital. Orn., 66:201-202), le Saline di Cervia (Brichetti & Cherubini 1996, Avocetta 20:85-86), la Pialassa Baiona (Volponi 1999, Censimento degli uccelli coloniali nidificanti nella Pialassa Baiona, Progetto LIFE95 NAT/IT/000616 Comune di Ravenna), il Delta veneto (Fracasso et al 2003); del Gabbiano roseo (insediato nel 1978 con 2 coppie), che oltre che nelle Valli di Comacchio, è oggigiorno nidificante regolare solo in Sardegna e Puglia, ma ha nidificato occasionalmente nelle zone umide ravennati (Salina di Cervia, Pialassa Baiona [Brichetti & Cherubini 1996); del Beccapesci, che nidifica apparentemente con un'unica metapopolazione anche in Laguna di Venezia e una-due valli da pesca del Delta del Po veneto; della Sterna zampenere (insediata nel 1954 con 10 coppie) che fino ai primi anni 1990 aveva nelle Valli di Comacchio l'unico sito occupato regolarmente (media 1995-2005: 110 coppie) e che ora nidifica con nuclei variabili di max 20-150 coppie in alcuni siti costieri di Puglia e Sardegna per una popolazione nazionale di circa 400 coppie. Di più lunga data la nidificazione nelle valli di Comacchio dell'Avocetta (anni 1940) e della Sterna comune (anni 1950). L'Avocetta negli anni 2004-2006 contava una popolazione di 178-216 coppie in leggera crescita rispetto alle 150 coppie rilevate nel 1994, ma che forniscono un contributo inferiore (34-39% vs. 41%) al popolamento complessivo censito nel Delta meridionale (450-625 coppe). Inferiore al passato il contingente riproduttivo locale di Sterna comune che negli anni 2004-2006 ha contato 610-1130 nidi contro una media di 1.086 nidi nel periodo 1977-2002 con minimo di 470 nidi nel 1977 e max di 1.820 e 1.790 nidi negli anni 1986 e 1992).
Nel complesso, il popolamento di Laridi e Sternidi nidificanti nelle Valli di Comacchio è passato dal migliaio di coppie stimate per i primi anni 1970, alle 1.580 del 1977 data d'inizio di regolari conteggi. Nel corso degli anni 1980 si è verificato un sensibile incremento numerico anche se si sono alternate stagioni favorevoli, come quella del 1983 (oltre 4.600 nidi appartenenti a 8 specie) e del 1994 (record di 5.577 coppie e 9 specie), e negative, come il 1985 (minimo con meno di 3.000 nidi) ed il 1988 (circa 3.200 nidi). Dal 1989 al 1994, pur evidenziando notevoli variazioni nella composizione specifica, la comunità di Laridi e Sternidi non è mai scesa sotto le 5.000 coppie, mentre nel triennio 1995-1997 ha mostrato la tendenza ad un progressivo sensibile decremento (1995: 4.846 nidi; 1996: 4.467 nidi; 1997: 3.774 nidi dei quali un terzo ascrivibile al Gabbiano reale L. cachinnas) che è sfociato nei minimi più recenti di 1.535-2.195 nidi qualora si escluda il contributo dominante apportato dal Gabbiano reale (3.265-3760 nidi) che nell'area è specie invasiva in costante incremento.
Per tutte queste specie di Caradriformi coloniali i dati raccolti nel corso degli ultimi due decenni evidenziano come il principale fattore limitante la nidificazione e ancor più il successo riproduttivo sia legato alla scarsa disponibilità e qualità dei siti delle colonie, piuttosto che a limiti nella disponibilità di alimento o altri fattori densità dipendenti (Fasola 1996, Volponi et al. 1998). La mancanza di substrati adatti è tale che spesso i riproduttori si insediano in siti non ottimali e subiscono le conseguenze negative di eventi naturali (es. fenomeni meteorici estremi, innalzamento dei livelli idrici) o di natura antropica (es. disturbo e distruzione dei nidi collocati in ambito portuale o industriale). Al riguardo è significativo osservare come nelle Valli di Comacchio, non solo Sterna comune, ma anche Beccapesci, Gabbiano corallino e Gabbiano roseo nidifichino spesso a centinaia su strutture artificiali galleggianti (es. appostamenti da caccia) di alcuni metri quadrati di superficie i quali sostituiscono i substrati naturali dei dossi e delle barene, ma raramente garantiscono un significativo saldo riproduttivo positivo e agiscono quindi come siti sink. Integrando i dati raccolti in tutto il Delta del Po si rileva che per tutte specie target la carrying capacity sia notevolmente superiore a quanto sinora registrato e che le zone umide deltizie potrebbero sostenere popolazioni riproduttive nell'ordine delle 100-200 coppie di Fratino, delle 250-500 coppie di Sterna zampenere e Gabbiano roseo), delle 1.000-1.500 coppie di Avocetta e Beccapesci, delle 2.500-5.000 coppie di Gabbiano corallino, Sterna comune e Fraticello.

Il Martin pescatore, altra specie target del progetto, conta in Italia 4.000-12.000 coppie pari a circa il 15-18% della popolazione della UE, ed ha nelle zone umide del Delta del Po un'importante area di riproduzione, migrazione e svernamento anche per soggetti provenienti da altri Paesi europei (Spina & Volponi 2008. Atlante della migrazione degli uccelli in Italia, ISPRA Roma). A livello nazionale lo status di conservazione della specie è stato valutato complessivamente "inadeguato" (LIPU 2009, Valutazione dello stato di conservazione dell'avifauna italiana).

Fratino
Fraticello
Martin Pescatore
Sterna comune
Gabbiano roseo